Attenzione!

Siamo lieti di informarvi della nuova riapertura della Grotta di San Giovanni!
Vi aspettiamo a partire da Sabato 22 maggio 2021

 

Grotta San Giovanni

La grotta "carrozzabile" più lunga al mondo

Le grotte come non le avete mai viste

Le Gours

Uno dei complessi concrezionari certamente più spettacolari di tutta la grotta, con la peculiarità di essere suddiviso in due parti distinte da una lama di roccia.

<3 Silvia Atzeri ti amo da Davide Melis <3

Sa Trona

Un grande “baldacchino” ornato da stalattiti e vele sotto cui si è sviluppata una grande e tozza stalagmite dalla
sommità completamente piatta. Questa è denominata “sa trona”, e ricorda il pulpito. Il baldacchino
superiore si è generato per il flusso laminare di acqua concrezionante che proviene da una grande fenditura
(verosimilmente interstrato) del soffitto.

Il Ramo Sud-Ovest

Detto anche “ramo dei pipistrelli”, comincia con un passaggio angusto che da subito adito a una sala dal pavimento costellato di stalagmiti, e dalla volta solitamente occupata da alcune famiglie di pipistrelli.

La Storia

La grotta di San Giovanni con i suoi 850 metri di strada interna è classificata come la grotta carrozzabile più lunga al mondo, unico caso in Italia e uno dei 3 casi al mondo.
E’ una grotta suggestiva in cui è possibile ammirare il fenomeno carsico. Dal punto di vista geologico l’intera area è databile a 530 milioni di anni fa, formata da rocce carbonatiche.
Oggi meta di numerosissimi turisti con un’attrazione di circa 100.000 turisti l’anno, da qualche anno si svolge un festival internazionale del coro, e soprattutto meta di speleologi e scalatori provenienti da tutta Europa per scalarne le pareti e i rami secondari. Oltre all’agevole strada interna rimasta liberamente aperta al traffico automobilistico fino al 1999, che rappresenta il ramo principale, sono presenti anche dei rami secondari il cui accesso è riservato a speleologi esperti che comprendono:
• Su stampu de pireddu
• Ramo Bobore
Sommando il ramo principale a quelli secondari la grotta raggiunge uno sviluppo di 3920 metri.
Prima della costruzione della strada interna, si ipotizza che veniva usata come rifugio e abitazione in quanto sono stati ritrovati manufatti e vasellame risalenti all’epoca neolitica e bizantina.
Nei rispettivi ingressi erano presenti delle mura ciclopiche preistoriche ( i cui resti sono visibili ancora oggi particolarmente all’ingresso Sud), una cappella di origine bizantina purtroppo demolita a fine XIX secolo per permettere la costruzione della strada. Ciononostante è stata costruita, nella strada a sinistra della grotta fiancheggiando l’ingresso Sud, una chiesetta commemorativa dedicata a San Giovanni.
Si possiedono numerosi documenti storici che parlano delle mura ciclopiche grazie ai numerosi viaggiatori dell’ 800’. Tra i più importanti ricordiamo il re Carlo Alberto, il Valery, Francesco d’Austria d’este, il generale Alberto la Marmora, padre Angius e tanti altri.
La costruzione della strada, il cui materiale è stato parzialmente ricavato dalle mura e dalla cappella, fu iniziata nel 1866 dal conte Pietro Beltrami e conclusa in seguito dal cavaliere Gaetano Semenza per permettere la creazione di una via di comunicazione tra il paese di Domusnovas e la valle di Oridda in quanto ospitava numerose attività estrattive e si vollero facilitare i trasporti a valle dei minerali.​

Dicono di noi

"Grazie per averci
ridato lo splendore delle nostre grotte"

Claudio Matzuzzi

"Ho passeggiato dentro le grotte per circa 15 anni della mia vita, non le ho mai viste così belle e pulite"

Deborah Vargiu

"Sono sempre state stupende, ora ancor di più!"

Fily Manca